Il testamento morale di Nelson Mandela


Noi non siamo ancora liberi, abbiamo solo conquistato la libertà di essere liberi. Per essere liberi non basta rompere le catene: bisogna costruire un mondo che rispetti e accresca la libertà degli altri”.

ww1Alcune delle più belle parole che l’umanità annovera nella sua storia. Nelson Mandela, eroe nazionale sudafricano, è in fin di vita. Cinque anni prima che nascesse, il Native Land Act del 20 giugno 1913 riservò ai bianchi del Sudafrica (allora il 20% della popolazione) la proprietà del 93 per cento delle terre. A cento anni esatti da quella legge di portata epocale, le sue conseguenze sono ancora visibili ovunque. Nonostante la parola -schiavi- fosse accuratamente evitata, la realtà è che il Native Land Act ridusse i neri del Sudafrica in schiavitù. Molti, moltissimi non accettarono di lavorare per i bianchi e diventarono occupanti clandestini della terra che era sempre stata loro. Ne derivò un’ondata di manodopera a bassissimo costo che alimentò le miniere e gli altri settori industriali, garantendo alla minoranza bianca una vita da primo mondo, un tenore di vita fondato sullo sfruttamento di milioni di persone. Nonostante questi soprusi, il Sudafrica non ha ceduto alla violenza: a 19 anni dalle prime elezioni libere, è una democrazia politicamente stabile. Nelson Mandela è una delle grandi persone che ha reso possibile questa realtà.

Una persona può cambiare il mondo? Madiba ci ha provato e in parte ci è riuscito. Ha passato 27 anni in carcere, condannato per il suo ruolo di primo piano nel movimento di opposizione al regime di segregazione razziale che in afrikaans (la lingua dei discendenti dei coloni olandesi) si chiamava apartheid. Quello che si ricorda e che si ricorderà per sempre del primo presidente democraticamente eletto del Sudafrica è la capacità di fare autocritica e di migliorarsi. Dal 1999 oltre 150 giovani di talento e di straordinaria motivazione hanno ricevuto dalla Kay Mason Foundation borse di studio ma anche cura e attenzione personale. Saranno loro, gli studenti della Kmf che raccoglieranno il testimone da Mandela. La trasformazione dell’Africa è in corso, piano piano, poco a poco, con l’eredità che il grande Madiba lascerà.

ww2Nelson Mandela è grave, ieri per colpa di una disputa in tribunale tra parenti era stato diramato un falso comunicato di salute in cui si diceva che il premio Nobel fosse in stato vegetativo. L’ex arcivescovo anglicano del Sudafrica Desmond Tutu ha mandato un comunicato ai familiari di Mandela che in questi giorni discutono circa i luoghi di sepoltura: La vostra angoscia, ora, è l’angoscia della nazione e del mondo. Vogliamo abbracciarvi, sostenervi, far risplendere il nostro amore per Madiba attraverso di voi. Vi prego, non imbrattiamo il suo nome”. Nel frattempo Mandela resta ricoverato in ospedale a Pretoria in condizioni critiche ma stabili.

E il mondo rimane fermo ad aspettare, a pregare, a sperare. Quel mondo di cui Mandela si è preso cura, ha difeso e ha sostenuto in importanti battaglie. Il testamento morale che il caro Nelson Mandela lascerà, potrebbe costituire forse l’inizio di un mondo migliore per tutti.

Grazie Madiba.

Giuseppe Marcario

 

Fonti: Wikipedia.it; Vanity Fair n 26 (3 luglio 2013) articolo di Richard Mason; Quotidiano.net; afp.com