La linea sottile tra controllo e censura


Cosa si deve fare? C’è bisogno di mettere le transenne alla piazza ormai cementificata del web? Oppure ha ragione Grillo e quindi si tratta di “un’attenzione morbosa nei confronti della rete”? Dopo l’invasione della privacy da parte di alcuni hacker nei confronti dei parlamentari 5Stelle, della pubblicazione on-line della posta privata di Giulia Sarti e dello spettacolo disgustoso subito dalla Presidente della Camera, il dibattito ha preso una strada insidiosa. 

lb1Personalmente, posso provare a raccontarvi il sentimento di sdegno profondo che una persona, in questo caso donna, (ma sono sicura che sia un pensiero condivisibile anche da un uomo) riesce a toccare dopo la messa in circolazione di quel tipo di foto oscene di cui è stata vittima Laura Boldrini. Lo sconcerto e l’avvilimento nell’immedesimarsi in una persona che vede il suo fisico deturpato da una foto(shop)grafia oscena, oggetto di desideri di violenza e di morte, abbassano l’autostima a livello della suola delle scarpe. Per fortuna, se la persona è forte, come ha dimostrato la Boldrini in questo caso, l’indignazione rialza la pressione e porta alla compassione per l’ignoranza dimostrata da questi soggetti. Sì, perché, di destra o di sinistra o anarchici che siano, questi messaggi possono essere firmati da chi, probabilmente, non si ritiene figlio di un’ideologia sana ed ha poca capacità di concepire idee valide.

Ma il problema qui sta nella riproduzione automatica ed infinita delle pubblicazioni sul web: il tuo corpo, tempio della tua anima, viene violato e mostrato un’infinità di volte come proprietà altrui. Cito Stefano Rodotà in un articolo su Repubblica: «La Rete, per le sue caratteristiche di rapidità, di ampia divulgazione, di facilità di accesso, richiede un sistema di garanzie adeguato. Quando la magistratura ritiene di dover rimuovere un contenuto diffamante, deve poter contare su una struttura tecnica in grado di farlo in tempo reale, risalendo con certezza all’autore. Questa non è censura o controllo. È rispetto della legge.». La censura è contro la libertà e le leggi ci sono già. Beppe Grillo, poi, la mette su un altro piano. Risponde a Grasso e alla volontà di esercitare il controllo sulla rete con nuove norme legislative. Si è parlato poco delle mail hackerate al Movimento 5Stelle e troppo delle minacce alla Boldrini: «È uno scandalo, una violazione della dignità della persona.» È vero, le leggi esistono e forse è l’ora di applicarle. Di seguito, le parole della rappresentante parlamentare Lombardi: «C’è un attacco a tutto campo contro di noi e questo fenomeno è stato sottovalutato. […] Abbiamo la sensazione di essere abbandonati in questo momento di grossa pressione psicologica nei nostri confronti. Nessuno nelle istituzioni ha tutelato queste persone, o se l’ha fatto non ce l’ha comunicato». Ma allora com’è questa storia? Solo i grillini hanno l’ausilio di alzare i polveroni? Hanno ragione, siamo figli del web. Ma che non si dimentichino di essere anche figli dei propri genitori, che hanno tentato fino all’ultimo respiro di insegnarci a riconoscere vizi e virtù. E soprattutto a correggere i primi e ad assecondare le seconde. Se distogliamo solo per un secondo lo sguardo dallo schermo, abbiamo ancora pelle e ossa.

ww3Il web riassume in toto il concetto di ritrovo di piazza. E così come non si può controllare una piazza, non si può controllare questa piattaforma. Limiterebbe la libertà. Arianna Ciccone, fondatrice del Festival del Giornalismo di Perugia, su Repubblica tocca un altro punto: «E’ meglio che voci di dissenso, anche forti, radicali, odiose, siano in superficie, a vista, che lasciarle crescere e fomentare in mondi sotterranei». Ed ha ragione. Ha ragione perché la Storia c’insegna a non soffocare mai una voce dissidente. Soprattutto se proviene dal cuore della piazza. Ma in piazza siamo disposti ad accettare tutto e tutti? Anche bombe, proiettili e violenza? La risposta la fornisce direttamente la nostra Presidente della Camera con la volontà di ratificare la Convenzione di Istanbul proposta da Sel: «L’obiettivo è arginare la violenza. Sono certa che saprà condividerlo anche chi ha giustamente a cuore la libertà della rete.». Personalmente, la sento molto vicina, la nostra Presidente, grazie al suo essere donna ed alla voglia di non essere sciupata, disprezzata e discriminata in quanto tale. Grazie al suo passato e, ne sono sicura, a quello che farà in futuro, l’Italia si ritroverà un asso nella manica che ancora deve sfoderare. Ma questo è solo l’inizio. 

Annamaria Imperiale

Fonti:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-05-03/grillo-boldrini-grasso-contro-211952.shtml?uuid=Ab6lCssH

http://www.iltempo.it/politica/2013/05/04/mail-violate-la-rabbia-del-m5s-1.1134960

http://www.repubblica.it/politica/2013/05/03/news/c_una_legge_sullo_stalking_eppure_le_donne_continuano_a_morire-57972506/

http://www.sinistraecologialiberta.it/notizie/femminicidio-sel-scrive-a-boldrini-ratificare-la-convenzione-di-istanbul/

http://qn.quotidiano.net/politica/2013/05/03/882858-mail-violate-m5s-pirati-procura-garante-privacy.shtml

http://www.corriere.it/politica/13_maggio_04/boldrini-mai-parlato-di-nuova-legge-per-il-web_21b1ec38-b4dd-11e2-bb5d-f80cf18001da.shtml

http://www.repubblica.it/politica/2013/05/04/news/intervista_rodot-58026754/