Musica Concentrationaria dai “Luoghi dell’orrore”


orch2Scoprire, o meglio riscoprire, è un atto che richiede grande dedizione, perseveranza ed amore. E c’è chi, come il Maestro Francesco Lotoro, scopre e riscopre la musica. Ma le note che qui si riportano in vita, sono le note della sofferenza. Si rianima la musica dei passi lenti verso le camere a gas, le partiture dell’orrore, gli accordi che hanno accompagnato lo sterminio. Il Maestro Lotoro dopo aver studiato all’Accademia “Liszt” di Budapest ed essersi specializzato nella letteratura pianistica di J.S.Bach, intraprende un percorso particolare e delicatissimo: scoprire, ricostruire, studiare, catalogare e far conoscere tutta la musica composta nei “luoghi dell’orrore.

Il progetto Musica Concentrationaria è un filo rosso che attraversa i campi di sterminio e che finisce per intrecciarsi alle dita dei compositori, noti e meno noti, che durante il periodo della deportazione continuavano a produrre musica. “L’ebreo a tutti i costi difendeva la vita. Ma la vita non è soltanto quella fisica nei lager, è anche quella dell’intelletto. Quindi, fino all’ultimo, scrivevano anche musica”, questa l’idea portante che da più di vent’anni fa incedere il Maestro Lotoro nella sua ricerca filologica e musicale. Bisogna immaginarli, i deportati, con i volti scavati e le membra consunte, ma l’animo ancora speranzoso, tenace, ancorato alle espressioni artistiche della vita.

orch1Nessuno voleva morire, ma in previsione di una fine irrevocabile si cercava di lasciare memoria di sé, un testamento spirituale scritto sul pentagramma e una sinfonia vitale in una realtà di orrori. La ricerca, però, non si ferma alla musica giudaica e ai campi di concentramento nazisti, ma s’impone d’indagare questo tipo di produzione artistica in ogni luogo di morte, d’orrore e di privazione dei diritti umani, in un lungo viaggio che attraversa Germania, Austria, Italia, Polonia, Repubblica Ceca, Israele e altri Paesi. E poi archivi, biblioteche, musei, sopravvissuti e parenti delle vittime. Insomma, un’ enciclopedia discografica della letteratura musicale concentrazionaria, un viaggio nella bontà e nella crudeltà di uno stesso soggetto: l’uomo. Ascoltare certa musica, anche solo per un istante, è un atto quasi di dovere: per non dimenticare che l’inchiostro per scrivere certe note è il sangue di sei milioni di deportati. La Musikstrasse ha prodotto l’Enciclopedia Discografica in 48 cd-volumi KZ Musik: registrazione discografica dell’intero corpus musicale creato in tutti i luoghi dell’orrore.

 Giulio Marotta

Di seguito, un’intervista a Francesco Lotoro ad opera di RaiNews.

Fonti e Link:

http://www.musicaconcentrationaria.org/index2.php?pag=project&lang=ita

http://www.olokaustos.org/saggi/interviste/lotoro/lotoro2.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Lotoro