Conquistare è il nostro destino


C’è un amore che raramente è stato narrato nei romanzi, ed è quello che assomiglia più ad una spietata guerra tra due nemici giurati. I duellanti sono un uomo il cui destino è la conquista, quale che sia prezzo da pagare per ottenerla, e una donna tanto affascinante quanto machiavellica nell’architettare piani degni del più abile stratega. 

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Le relazioni periclose è un romanzo di vendetta e passione. La marchesa di Merteuil possiede tutte le caratteristiche che fanno di lei una vedova nera, una predatrice dei deboli e degli ingenui, come la giovanissima Cécile o l’inesperto Danceny. E’ contro di loro che scaglia il proprio disprezzo, e attorno a loro tesse la sua tela velenosa. Tra le sue dita, gli altri personaggi non sono che pedine sulla scacchiera di un gioco ben più ampio, che nasce dal desiderio di distruggere e dominare gli uomini che sceglie come prede, di vendicare il sesso femminile per la naturale posizione di svantaggio in cui è costretto. Può riuscirci questa donna che si è costruita da sola, questa maestra dell’ipocrisia? Ci riuscirà pur salvaguardando le apparenze di “donna perbene”?

Le relazioni pericolose è un romanzo di cinismo e crudeltà. Il Visconte di Valmont è uno “sciupafemmine” senza scrupoli, un libertino scellerato e conosciuto in tutta Parigi, un uomo per il quale la ricerca del piacere non è neanche più una semplice dipendenza, ma travalica ogni altro sentimento, diventa la sua stessa ragione di vita. Immaginate l’accecante desiderio che potrebbe provare nell’accorgersi che nella sua infinita collezione manca ancora il pezzo più pregiato: una donna virtuosa, Madame de Tourvel, dalla fede incrollabile in Dio e ciecamente fedele al marito. Quale prelibato bocconcino da spolpare per il Visconte! C’è forse un’impresa più ardua di questa, di cui possa vantarsi per dar lustro al suo nome?

let1Le relazioni pericolose è un romanzo d’amore e di morte. Il codice libertino ha una sola regola: fuggire l’amore come la peggiore delle onte, poiché è un sentimento inevitabilmente umiliante, in grado di intaccare senza rimedio la reputazione di un vero edonista. L’unico amore concepibile è quello erotico, avido, egoistico. Tutto si esaurisce nella ricerca del piacere, della vittoria, della vendetta.

Gli ingenui diranno che non si è felici se non amando, e i malvagi rideranno alle loro spalle, eppure anche loro dovranno soccombere al fatale dardo dell’amore. L’arte della seduzione e della guerra si intrecciano tra le righe di questo sublime romanzo epistolare, con l’unico obiettivo di “vincere o morire”; e quale arma migliore della penna per combattere? Leggera come una piuma, affilata come un pugnale. Le lettere, “così dolci, ma così pericolose da scrivere”, sono luogo di confessioni penose e ingenue per le vittime del romanzo, e allo stesso tempo in esse culmina l’esibizionismo e voyeurismo dei due libertini. La carta è il campo di battaglia dove esibire il proprio perverso virtuosismo nell’arte dell’inganno, senza dimenticare però che anche l’eccesso di zelo può rivelarsi imprudente, e quando la carta canta sarà troppo tardi per salvare le apparenze.

 Roberta De Michele

 

Note: il testo a cui si fa riferimento è di Pierre Choderlos de Laclos, Les liaisons dangereuses, Paris, Pocket, 1989, edizione integrale in lingua originale con approfondimenti e chiavi di lettura. Consiglio anche le rivisitazioni cinematografiche di Stephen Frears (Le relazioni pericolose, con Glenn Close, John Malkovich e Michelle Pfeiffer) e di Miloš Forman (Valmont, con Colin Firth e Annette Benning).