|Health| Il fabbisogno energetico individuale


La corretta assunzione di alimenti, oltre a garantire un bilanciato apporto di proteine, lipidi, carboidrati, sali minerali, vitamine e acqua, ha lo scopo di soddisfare il fabbisogno energetico individuale, che dipende da diversi fattori quali Metabolismo Basale, Stato Fisiologico e Attività Fisica. Il fabbisogno energetico è definito come l’apporto di energia di origine alimentare necessario a compensare il dispendio energetico di individui che mantengono un livello di attività fisica sufficiente per partecipare attivamente alla vita sociale ed economica e che abbiano dimensioni e composizione corporee compatibili con un buono stato di salute a lungo termine. Nel caso di bambini, donne in gravidanza o di allattamento, comprende la quota energetica necessaria per sostenere la deposizione di nuovi tessuti e la secrezione di latte. Il calcolo dei fabbisogni di energia si basa sulla stima del dispendio energetico per tutti gli individui al di sopra dei 10 anni di età. Al di sotto di questa età, questo approccio risulta meno affidabile in quanto non esiste una sufficiente documentazione scientifica su cui basare la stima del dispendio energetico. Per tale motivo l’approccio adottato per la stima dei fabbisogni di energia tra 0 e 10 anni si basa ancora su dati di assunzione di energia. Il Metabolismo Basale, rappresenta la quantità di energia necessaria per mantenere funzionali i processi vitali (battito cardiaco, respirazione, funzionalità renale ed epatica ecc.) in condizioni di riposo, in relazione al sesso, alle condizioni fisiologiche e all’età, costituendo il 65-75% del dispendio totale. Dopo i 60 anni si ha una netta riduzione del metabolismo basale che prevede quindi una riduzione dell’apporto energetico. Il fabbisogno energetico relativo all’attività fisica è strettamente connesso al volume e all’intensità del lavoro muscolare quotidiano, che riguardano attività quotidiane comuni, professionali e sportive. Quando si formula una dieta quindi sarà fondamentale tenere d’occhio il bilancio energetico, cioè il rapporto tra energia spesa ed energia introdotta, che può essere distinto in: bilancio energetico neutro, quando l’energia introdotta è uguale all’energia spesa; bilancio energetico negativo, quando l’energia introdotta è minore dell’energia spesa; bilancio energetico positivo, quando l’energia introdotta è maggiore dell’energia spesa. Un bilancio energetico positivo alla base di tutto comporta un aumento della percentuale di tessuto adiposo ed è quindi da evitare. Quando ci si allena per ridurre la percentuale di grasso, il bilancio energetico è bene che sia leggermente negativo in modo che l’organismo ricavi energia dal tessuto adiposo di riserva. Attenzione però, qualora la dieta non fosse adeguatamente bilanciata di nutrienti o risultasse troppo restrittiva sarà demolito tessuto muscolare in quantità. In definitiva, mettersi a dieta significa sottoporsi a un piano alimentare attraverso il quale si ottengono benefici per quanto riguarda le prestazioni, l’aspetto e la salute. Da queste spiegazioni risulta chiaro che bisogna evitare diete squilibrate e molto drastiche del tipo “fai da te” che possono essere dannose per la salute.

Continuate a seguirci su Heath, nel prossimo articolo saranno suggerite linee guida sulla distribuzione giornaliera dell’energia per cercare di evitare il “CAOS” della nostra frenetica alimentazione e dare maggior “vita alla nostra energia”.

Gerardo Catale