|ARTE| Insuperati traguardi (la Scuola di Atene)


A soli venticinque anni Raffaello Sanzio viene chiamato da Giulio II per decorare quattro sale all’interno dei musei vaticani. Il Papa ha intuito che il giovane pittore, più di ogni altro ha la straordinaria facoltà di visualizzare le sue idee e di trasformarle in pittura: una grande pittura, come se ciò fosse la cosa più naturale da fare, il gesto più esatto da compiere. Nella prima stanza, La Stanza della Segnatura, il tema trattato è quello della teoria dell’uomo, visto con gli occhi di un rinascimentale, e cioè un uomo che ha superato ogni timore nei confronti della religione, che si pone al centro del mondo, come essere dotato di ragione e di intelletto, che domina la realtà con la calma che gli proviene dalla conoscenza. Egli è l’unico essere vivente dotato di queste virtù, capace di comprendere il divino operando la sintesi armonica delle tre facoltà dell’animo: il Vero, il Bene e il Bello. Le tre allegorie dipinte sulle pareti della prima stanza sono: La disputa del sacramento, la Scuola di Atene e Le Virtù. La mia attenzione di oggi va tutta alla seconda allegoria, La scuola di Atene come esempio di sintesi intellettuale e spirituale, come esaltazione dell’animo umano, capace di raggiungere la saggezza interiore attraverso il sapere. Raffaello compie un lavoro magistrale, pone all’interno di questo riquadro tutti i maggiori esponenti del sapere, coloro che con il loro pensiero hanno dato il via alla cultura occidentale: i Filosofi greci. In alto a destra troviamo Apollo, dio delle arti, della medicina e della musica e a sinistra Minerva dea della guerra e della saggezza, non che protettrice degli artigiani. Al centro di un’ideale architettura Platone e Aristotele, le menti più studiate e più ammirate nel periodo rinascimentale. Platone indica con la mano destra il cielo dove è collocato il mondo delle idee e Aristotele, che rappresenta l’etica, ha il palmo della mano rivolto verso il basso, verso la terra. Sullo stesso piano, a sinistra Socrate che dialoga con il popolo, a desta Euclide e Pitagora e al centro in basso Eraclito. Tra le teste dei due principali pensatori è collocato il punto di fuga di tutta l’opera e ciò ci fa capire come tutto il pensiero di Raffaello confluisca nella convinzione che la mente umana sia il punto primario per la costruzione di una realtà tangibile basata sulla conoscenza, il sapere e la ragione.

In tutto ciò l’osservatone che si pone davanti a tanta grandezza, oltre ad essere affascinato da una magistrale ed elegantissima tecnica pittorica, si domanda come tutto ciò ogni tanto venga dimenticato. Come sia possibile che oggi, nel ventunesimo secolo, in un periodo di continuo sviluppo intellettuale, si dimentica che tutto è partito da li? La Grecia è stata per secoli la culla del sapere, la madre delle più grandi menti pensanti di tutti i secoli, generatrice di democrazia e di saggezza. Terra amante della letteratura, del teatro, delle arti, ma soprattutto dell’uomo. Ed è proprio l’uomo che oggi la distrugge, se ne dimentica, quasi come uno scarto la vuole fuori dalla propria vita. Come una tovaglia troppo vecchia, in disuso, la pone nell’ultimo cassetto di un armadio che non sarà aperto molto spesso. La si sta distruggendo con piacere forse. Come se lei non avesse più la dignità di camminare alta per strada e di dire a tutti: “Io vi ho creati quali elaboratori di idee”. Il dialogo è nato grazie al suo Socrate che ha posto per anni al centro della sua esistenza il rispetto dello Stato e delle leggi dello Stato, tanto che per esse si è lasciato uccidere. Questo rispetto l’abbiamo un po’ perso, non si crede più nella legge, non si crede nella democrazia e cosa molto più grave, non si crede nel dialogo che è il motore che da inizio alla rivoluzione della mente. Raffaello fu chiamato dal papa proprio perché capace di elaborare idee e lui a soli venticinque anni aveva capito che era necessario ringraziare quegli uomini che secoli prima di noi avevano intuito che la meraviglia sta nell’armonia, e l’armonia esiste quando c’è una mente che pensa. I greci hanno pensato a lungo e il loro pensiero gli ha fatto raggiungere traguardi che non sono mai stati superati.

Federica Amatuccio