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I sentieri si costruiscono viaggiando”

Franz Kafka

E’ il 12 Maggio ed è giunta l’alba anche su Bangu, una circoscrizione di Rio De Janeiro. In un’auto la polizia locale ritrova il cadavere di Marcio Jose Sabino Pereira, ferito nella notte in uno scontro a fuoco con le Forza Federali di Sicurezza. “El matematico”, questo il suo nome da quando era latitante, è stato per anni uno dei più pericolosi e ricercati narcotrafficanti di Rio. Una vita di brevi spostamenti la sua, segnata da una criminalità esercitata sul campo e fra la gente comune. Prima figlio, e poi padre delle favelas di Rio, riforniva costantemente i quartieri-ghetto con droga di ogni tipo. “El Matematico”, ferito ed agonizzante, è stato abbandonato dai suoi complici nel portabagagli di un’auto che era parcheggiata in prossimità del luogo che nella notte era stato teatro dello scontro a fuoco con la polizia. E proprio dalla polizia, ma questa volta in Italia, è stato invece salvato il boss mafioso Bernardo Provenzano. Detenuto nel carcere di Parma, il boss avrebbe tentato il suicidio, ma gli agenti della polizia penitenziaria sarebbero riusciti a salvarlo. Un sacchetto di plastica calato sulla testa, senza enfasi e senza smancerie: un’atroce morte per asfissia che avrebbe liberato il boss di Corleone dalla morsa del 41bis (il regime di carcere duro). Quando Provenzano fu arrestato, l’11 Aprile del 2006, non trapelò nessuna notizia. Per questioni di sicurezza avvenne tutto in gran segreto, ma ad assistere al blitz venne ammesso un unico cronista: Lirio Abbate. E queste sono le sue parole: <<Bernardo Provenzano è un vecchio padrino, gravemente malato. Il suo tentativo di suicidio è compatibile con la figura di un uomo ormai incapace di sostenere il ruolo e le responsabilità a cui Cosa Nostra lo ha consegnato. La messa in scena è invece improbabile: per un boss togliersi la vita è un segno di debolezza inaccettabile>>. Insomma, il boss avrebbe tentato realmente il suicidio, ma i suoi “angeli custodi”, dotati di pistole e manganelli, gli avrebbero salvato la vita. A volte però capita che questi “angeli custodi” indossino anche le tenute antisommossa e scendano in piazza per arginare la folla in protesta. E’ il 13 Maggio, siamo a Madrid, nel centro della città: Puerta del Sol, un luogo non estraneo ai movimenti di protesta (il 15 Maggio 2011, infatti, a Puerta del Sol si riunirono circa 50mila persone per protestare contro la pessima gestione economica e politica del Paese, seguendo lo slogan “Democracia Real Ya!”). Oggi si sono radunate circa 30mila persone con la voglia di manifestare il loro dissenso e di rimanere nella piazza fino al 15 Maggio, giorno dell’anniversario della protesta. Da una parte ci sono le Forza dell’Ordine, dall’altra gli Indignados. Ai militari basteranno pochi minuti per sgomberare la piazza: diciotto arresti e qualche ferito non grave. Il movimento si ferma: il nuovo Governo conservatore cerca di mantenere il controllo del Paese. E con un nuovo Governo dovrà confrontarsi anche il popolo francese. E’ il 6 Maggio, Francois Hollande vince le elezioni presidenziali che lo porteranno all’Eliseo. In Francia sale in cattedra un socialista… chissà se ritornerà anche il socialismo. Intanto il nuovo Presidente si preoccupa subito di stringere i rapporti con la vicina Germania, confidando in un’intesa economica e politica che risollevi tutta l’Europa. Ma sulle sponde del Reno non si prospetta un futuro sereno, perché la Cancelliera Angela Merkel deve incassare un duro colpo. E’ il 13 Maggio, alle elezioni del Nord Reno-Westfalia il suo partito acquisisce il peggiore risultato elettorale degli ultimi 50 anni, passando dal 34 al 26% dei consensi. Il vento socialdemocratico sembra soffiare da ovest verso est, perché ai seggi il Partito Socialdemocratico (Spd), con la governatrice Hannelore Kraft, vola al 39%. Questa sera nella cancelleria tedesca è previsto l’arrivo di Hollande: ora anche la Merkel agli occhi dell’Europa non sembra più un invulnerabile baluardo di rigore ed austerità. E del mantello di rigore ed austerità si è in qualche modo liberato il Presidente USA Barack Obama, dichiarando che […]Le persone dello stesso sesso dovrebbero avere la possibilità di sposarsi. Queste parole appaiono quasi come una svolta storica per il Paese e per l’affermazione dei diritti civili, considerando che, solo pochi anni fa, un altro presidente democratico (Bill Clinton) aveva accettato il discutibile “Defense of Marriage Act” : l’atto che definiva il matrimonio come un’unione esclusiva tra uomo e donna.

 Giulio Marotta