|TECH| La scienza del Vero (tra certezze e smentite)


L’uomo, per sua natura, cerca di spiegarsi la realtà in cui vive. In quest’impresa, alcuni degli strumenti a sua disposizione sono discipline come la matematica e la fisica. Acceleratori di particelle, statistiche, dati e “formuloni”: è a questo e ad un aggrovigliarsi di ipotesi, calcoli, esperimenti di verifica, strumentazioni complesse ed in continua evoluzione, quello a cui si pensa ogni qual volta si nomina la fisica. “Einstein sbaglia: il neutrino è più veloce del fotone”. Questa sembrava essere l’ultima favolosa scoperta destinata a spiazzare l’intera comunità scientifica. Tutti i giornali hanno strillato la notizia con titoli cubitali, meno attenti, invece, alla smentita che ha fatto seguito alla verifica effettuata poco tempo dopo. Infatti, l’esperimento ICARUS, effettuato sul Gran Sasso, con una nuova e più precisa misurazione, ha smentito il rivoluzionario (quanto inesatto) risultato precedentemente gridato a gran voce. Intanto lo LHC (Large Hardron Collider) di Ginevra, lavora alla ricerca di quella che è stata soprannominata “la particella di Dio” e che , nelle aspettative, dovrebbe gettare le basi della nuova fisica contemporanea. La scoperta del bosone di Higgs (particella individuata dal fisico britannico Peter Higgs nel 1964) risulterebbe una conferma del cosiddetto “modello standard” che domina l’odierna fisica delle particelle; questa postula l’esistenza di dodici particelle veramente elementari e di sei tipi di interazioni elementari fra le stesse. Fin qui tutto bene, ma resta in piedi una concatenazione di problemi di non facile soluzione: in primo luogo, non si capisce perché le particelle abbiano una massa e, in particolare, perché abbiano la massa che hanno. A rendere complicata la soluzione di questi problemi ancora aperti è il fatto che sembrerebbe essere proprio il bosone di Higgs che, interagendo con le dodici particelle fondamentali, conferisca loro una massa. Come si vede, il “Modello Standard” della fisica contemporanea si fonda su presupposti che ancora cercano una piena conferma sperimentale e teorica. Può sembrare solo un limite, ma è proprio in questa infinita ricerca, in questa inesauribile precarietà, che risiede il fascino della fisica. Per la scienza sperimentale contemporanea la verità è sempre precaria, sempre destinata ad essere confermata o smentita dai risultati di più approfondite ricerche. Non è, dunque, un caso che ai Nobel si affianchino gli “Ig Nobel” (parodia del celeberrimo premio, noto in Italia come “Premio Ignobel”, che viene assegnato annualmente, prima o dopo l’annuncio dei vincitori del vero Premio Nobel, a dieci persone per ricerche o risultati scientifici che siano inutili o ridicoli.). La scienza contemporanea è un continuo scorrere di ipotesi, esperimenti, smentite e nuove ipotesi; ognuna delle quali rappresenta un piccolo ma significativo passo verso la conoscenza del tutto e, per quanto l’universo sia perfetto, la conoscenza che di esso abbiamo è imperfetta ed incompleta, nonostante i grandi passi avanti effettuati con la ricerca scientifica, l’evoluzione ed il progresso. All’universo infinito, corrisponde un’infinita ricerca del Vero, un infinito tendere verso l’inesauribile verità delle cose.

Come scriveva il padre della scienza contemporanea: «Chi vuol por termine agli umani ingegni? Chi vorrà asserire già esserci saputo tutto quello che è al mondo di scibile?». (Galileo Galilei; Lettera a Don Benedetto Castelli, 1613)

 Chiara D’angelo