|ECONOMY| Una culla per nuovi talenti


E’ di “nascita” che oggi voglio parlarvi. Nel pensare a questo tema in senso lato, dal punto di vista economico, è stato immediato il parallelismo con quella che in inglese viene definita “start up”. Che cos’è una start up? In termini molto semplici è un’azienda nascente, in genere ad essa viene associato un alto potenziale di crescita economica e il processo di avviamento parte attraverso una libera iniziativa imprenditoriale. Il termine è diventato di comune uso dopo l’esplosione della bolla internet e l’entrata nel mercato di diverse aziende “.com”, ovvero imprese che basano la loro principale attività economica su internet. La maggior parte di queste aziende oggigiorno prende vita negli Stati Uniti e più precisante in una zona a Nord della California chiamata Silicon Valley. Questa regione vanta una vivacità innovativa sorprendete nel settore informatico ed è caratterizzata soprattutto dalla notevole presenza di finanziatori sempre a caccia di nuovi talenti, i così detti “ventur capitalists”. Del resto non è un caso che società di successo come Google e Apple siano partite proprio da qua. Tali aziende sono la dimostrazione di come è possibile rivoluzionare un settore cambiando completamente i meccanismi di mercato che ne sono alla base. Perché imprese di questo tipo decidono di muovere i loro primi passi in una zona specifica come la Silicon Valley? Quali dinamiche si nascondono dietro tale successo? Le ragioni credo siano molteplici, ma al fine di dare una sorta di ritratto generale, vorrei porre l’accento su tre fattori che hanno indubbiamente favorito il prosperare di questo cluster californiano: università, flessibilità imprenditoriale e meritocrazia.

Università – Prima di tutto nella San Francisco Bay area sono presenti alcune delle Università più prestigiose degli Stati Uniti : Barkley e Stanford. La presenza sul territorio di tali istituzioni gioca un ruolo decisamente cruciale, in particolare i loro laboratori di ricerca e sviluppo che fungono da tasto di accensione per la nascita di nuove idee. Laddove un’idea interessante trova consenso presso gli investitori, è molto probabile che il passo successivo sia la portata sul mercato di tale idea attraverso la fondazione di una start up. Tali circostanze si determinano soprattutto in vista di un ritorno dell’investimento abbastanza elevato. Tanto per fare un esempio Google è nata come una spinoff dell’università di Stanford, in essa erano stati investiti inizialmente circa 100.000 dollari grazie al contributo di Andreas vonBechtolsheim, co-fondatore di Sun Microsystem. In America ovviamente l’università ha un sistema altamente privatizzato, ma mi viene spontaneo pensare che, se in Italia ci fosse un investimento maggiore nella ricerca universitaria, forse questo potrebbe fungere da motore di avviamento per la crescita economica, diminuendo anche la stragrande fuga di cervelli nei paese steri.

Flessibilità imprenditoriale – La Silicon valley non è famosa soltanto per il crescente numero di imprese emergenti, ma è rinomata anche per la capacità delle attuali compagnie di rinnovarsi continuamente. Questo costante rinnovo aumenta il valore generale della Silicon Valley attraendo sempre più imprenditori come api al miele. Un esempio proviene proprio da un’azienda nata in Europa ed emigrata in America: Skype. Tutti sanno che Skype è un programma generato per favorire la comunicazione via internet attraverso un sistema di video chiamata. Oggi, grazie alle applicazioni SkypeOut e SkypeIn, è possibile chiamare in tutto il mondo a costi bassissimi ed avere un numero di telefono a scelta su cui ricevere le chiamate, una mossa che ha permesso di conquistare una fetta di mercato rilevante della telefonia mobile suscitando la preoccupazione dei correnti operatori di settore. Google è un altro esempio. Grazie al suo motore di ricerca online, la compagnia ha saputo sfruttare e reinventare il sistema pubblicitario associando le ricerche, e quindi i gusti dell’utente, agli annunci pubblicati sul web. Bisogna anche prendere in considerazione il fatto che oggi Google non è solamente un motore di ricerca, è un sistema in continua crescita che si è arricchito grazie all’introduzione di altri servizi come ad esempio Gmail, Google Map, Google Calendar e così via. Tutti strumenti che hanno contribuito ad aumentare il valore complessivo dell’azienda, attraendo un numero crescente di utenti ogni giorno, ma soprattutto di aziende pronte a pagare per mettere online la propria pubblicità.

Meritocrazia – Molti addetti ai lavori sanno che l’economia è come un gioco, chi vince può continuare a cavalcare la cresta dell’onda, chi perde è fuori. Stesso concetto può valere per i giovani talenti e la loro capacità di riuscire a farsi spazio nell’ambiente imprenditoriale. In California, per quanto sia rilevante avere una buona rete di contatti, non sono le raccomandazioni che fanno la differenza ma l’ abilità che si ha nel dimostrare la propria creatività. In particolare, non esistono regole implicite di anzianità che privilegiano imprenditori di una certa esperienza, la capacità di rendere un’idea una sorta di macchina da soldi non ha un’età minima per essere premiata. Mark Zuckerberg a soli 27 anni ha un guadagno che si aggira attorno ai 17,5 miliardi di dollari e questo grazie agli 800 milioni di utenti registrati oggi su Facebook. L’Italia è un paese che pullula di menti brillanti, ma purtroppo esiste anche una realtà marcia dove se sei figlio di un politico guadagni circa 10000 euro mensili. ma se sei un ricercatore hai una retribuzione netta di circa1.500 euro al mese. Per quanto questo possa sembrare un esempio un po’ generalista e abbastanza ricorrente, viene spontaneo chiedersi: “Ma in questi casi dove sta la meritocrazia?”

Stefania Licciardi