|ARTE| Ora lei è (da pensiero a materia: la creazione di un’idea)


Succede tutto all’improvviso. Quando meno te lo aspetti ecco che ti si presenta innanzi quella sensazione, splendida, regale, affascinate e potente. Non sai perché sei proprio tu quello che lei ha scelto, ma sai che hai bisogno di aiutarla a manifestarsi. Senti scorrerti dentro un vortice di pensieri che si aggrovigliano secondo dopo secondo, provano a fondersi tra di loro, a dividersi in alcuni punti, ma insieme ti aiutano ad elaborare un’immagine. Prima di allora, il tuo approccio al visivo era stato indiretto, un continuo esercizio di apprendimento, utile per imparare delle tecniche specifiche, per imparare ad avere un tratto deciso, ma mai prima di allora eri stato travolto con così tanta potenza. Ecco che la tua mente viaggia attraverso forme, colori e materia e questo viaggio ti porta ad avere l’esigenza di creare. Non sai ancora quale sarà il risultato finale, se tutto quello che si sta creando nella tua mente potrà essere trasformato in materia e allora come un bambino che compie i suoi primi passi da solo, ti lanci nell’impresa. Assapori la materia tastandola con le mani, non ti basta utilizzare i pennelli, la devi toccare, la devi odorare, devi capire che ruolo può avere lei in quel momento. E così affondi le dita nel colore e ti lasci trasportare dai sensi. Il bianco della tela nuda inizia a scomparire, macchie di colore si fondono dandosi spazio l’un l’altra, è come se ogni tonalità avesse un ruolo preciso, tutte le linee si intrecciano magicamente e tu lì, con poco sforzo, apparentemente, come un direttore d’orchestra dirigi tutto con maestria. E così la sinfonia ha voce e liberamente si espande con un’eleganza che ti appare irreale. Sai perfettamente dove posizionare ogni colore, sai quali hanno l’esigenza di essere i primi e quali faranno da contorno, sai che anche tra di loro c’è una gerarchia, ma osi, cercando di scomporre tutto, ma lasciando comunque ad ognuno il proprio ruolo. Fine. La mano si blocca, la mente si rilassa, gli occhi cercano di osservare la totalità dell’evento e da una ragionevole distanza: guardi. Ora lei c’è, si è manifestata completamente ed è difficile capire veramente come abbia fatto o perché abbia avuto l’esigenza di farlo. Forse in quel caso sei tu che hai l’esigenza di aiutarla ad esprimesi, questo non ti è chiaro e probabilmente non ti sarà mai chiaro, l’unica cosa che sai è che ora ti senti più completo. E’ come se avendo abbandonato questo pezzo tu avessi dato spazio al tuo io e così, affascinato da ogni dettaglio, ti emozioni, come se stessi guardando una parte di te che non avevi mai visto e della quale ti sei appena innamorato. Lei emana luce e calore, la senti vibrare, senti che è viva, non è un esperimento, non è un gioco, è una creatura reale. Da quel giorno in poi lei vivrà senza di te e si approccerà al mondo con eleganza, in silenzio ma con regale potenza. Sarà accompagnata dal tempo che le sorriderà giorno per giorno, non avrà mai fine e tu, consapevole di ciò, la guarderai con ammirazione finché ne avrai la possibilità.

 Federica Amatuccio